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Il cibo e le sue sfaccettature

Ho realizzato questa fotografia che ho chiamato "uova desolate", per un complemento d'arredo su richiesta. La richiesta è stata: "mi piacerebbe una tua bella foto di food da appendere alla parete di casa".
Il mio primo pensiero è stato quello di realizzare qualcosa di rustico e che di solito si mette in una cucina, infatti le uova bianche mi hanno riportato alla mente un set classico dallo stile contadino. Quindi prendo le mie uova, comincio a cercare un contenitore adatto con della paglia, piazzo una bella base in legno ed inizio a impostare il set. Ma c'è qualcosa che non va, è tutto troppo scontato, le uova in quel contesto saranno ormai diventate sode dalla noia per quanto sono state utilizzate con set di quel genere.

 

luigi boccia white01 progetti PMI

Allora i casi sono due: smontare tutto e andare a correre per farmi venire un'idea costruita, oppure smontare tutto e provare subito qualcosa di inusuale. Quindi prendo le mie uova, le appoggio su un fondale bianco vicino ad una finestra e le osservo per 5 minuti buoni d'orologio…una la tolgo, l'altra la sposto, poi rimetto quella che ho tolto…l'idea del bianco su bianco mi ha acceso una lampadina ma come posso creare qualcosa di inusuale con delle semplici uova bianche su un fondale bianco e senza altri elementi? Allora comincio a pensare al loro interno, però albumi e tuorli sono visti e stravisti…e se usassi i soli gusci? Da alcune uova ricavo i loro gusci e i frammenti più piccoli li appoggio da una parte per scartarli quando in loro vedo qualcosa di interessante…woow! Posso usarli per dare un'effetto tridimensionale alla base d'appoggio bianca, come su di un terreno arido! Quindi dispongo prima le uova intere, poi i gusci aperti e ben asciutti e infine con una pinzetta inizio a disporre uno ad uno i frammenti sulla base; dopo circa un'ora di lavoro faccio un passo indietro e mi metto ad ammirarla almeno altri 10 minuti prima di fotografarla…la adoravo, era una delle mie migliori composizioni. La luce era perfettamente morbida, quindi non mi è rimasto che scattare.
Di solito a fine lavoro scarico le immagini e controllando che sia tutto ok smonto subito il set, ma quella volta no, ho lasciato il set montato per alcuni giorni ed ogni volta che ci passavo davanti lo guardavo con ammirazione.

Perché vi ho scritto questo? Beh, per raccontarvi come nascono le mie intuizioni ed i miei scatti ma soprattutto per raccontare come il cibo ha, come nelle persone, diverse sfaccettature. Bisogna creare un'alchimia e scavare a fondo per trovare qualcosa di inesplorato e con una chiave di lettura inedita, e proprio come con gli esseri viventi non ci si deve soffermare a ciò che vediamo nella maniera in cui ci viene presentato, ma dobbiamo imparare ad osservare da un diverso punto di vista ma soprattutto non avere timore di stravolgere la consuetudine.

 

Autore: Luigi Boccia - Fotografo | Comunicatore

Autore: Luigi Boccia - Fotografo | Comunicatore

Ho da sempre avuto una spiccata propensione per le arti visive, ma non amo definirmi soltanto un fotografo ma anche un comunicatore, in quanto nelle mie immagini c'è sempre una storia da raccontare. Mi occupo da molti anni di tutto ciò che è comunicazione: racconto con la fotografia, realizzo [...]

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