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Contesto

La quarta rivoluzione industriale

La tua impresa nel futuro

La quarta rivoluzione industriale è in corso. Come possiamo farne parte?


Il mondo occidentale ha già attraversato tre grandi cambiamenti dal punto di vista economico e produttivo, che hanno avuto enormi ricadute anche sul piano sociale. Le cosiddette “Rivoluzioni industriali”.
La prima viene generalmente individuata nel 1784, con l’invenzione della macchina a vapore e dunque l’esponenziale accrescimento della forza nei meccanismi produttivi. La seconda si individua attorno al 1870, con l’avvento dell’elettricità, del motore a scoppio e delle prime produzioni di massa. La terza negli anni 70 del ‘900, con la diffusione dell’informatica e dei calcolatori elettronici.
Con il termine Quarta rivoluzione industriale si indica un processo tutt’ora in corso, per il quale non è ancora possibile individuare un evento fondante, ma che sicuramente si poggia sulla diffusione delle reti informatiche e sulla gestione di enormi quantità di dati.
Internet of Thinghs, Machine-to-machine, Big data Analytics e Cloud computing sono tutti termini che fanno parte del nuovo ecosistema tecnologico e produttivo.
Ciò che interessa maggiormente a noi di Progetti PMI, tuttavia, riguarda le profonde trasformazioni che sono in atto nel mondo lavorativo delle piccole e medie imprese, nel tessuto sociale che le sostiene e nelle relazioni che intercorrono fra gli imprenditori e le persone che per essi lavorano.
Gli imprenditori di maggior successo, quelli che sono riusciti a superare positivamente la crisi economico-finanziaria degli ultimi anni, sono coloro che hanno saputo guardare avanti lungo il percorso dell’innovazione, che hanno saputo trovare e si sono circondati delle giuste competenze, che hanno creato dei team nell’equilibrio corretto tra flessibilità e solidità.
Storicamente, gli imprenditori hanno sempre dovuto rivolgersi a consulenti esterni per lo svolgimento di determinate mansioni o per lo sviluppo di determinati progetti. Cercare competenze esterne, non presenti in azienda, è sempre stata una prassi necessaria. Tuttavia, ciò che sta cambiando negli ultimi anni riguarda la necessità di instaurare relazioni continuative di consulenza, che spesso sfociano nel vero e proprio outsourcing di determinate funzioni aziendali.
Le forze che hanno favorito questo processo hanno due cause principali ma molto differenti nella sostanza. Da un lato, l’elevato costo del lavoro dipendente ha reso molto difficile assumere determinate figure professionali, soprattutto per le imprese di piccole dimensioni e ancora in fase di investimento produttivo. Dall’altro lato, invece, è stata la natura stessa delle competenze professionali a non essere più adatta ad un rapporto lavorativo di dipendenza, proprio per la necessità – innanzitutto di carattere formativo – di avere rapporti con più clienti operanti in realtà diverse, acquisendo dunque competenze eterogenee e trasferibili.
Ci troviamo dunque di fronte all’esigenza di ridisegnare la mappa delle forze produttive che agiscono nella piccola e media impresa, la quale risulta sempre più costituita da una serie di risorse fisse e interne all’azienda coadiuvate da un insieme crescente di professionisti esterni, continui e discontinui.

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